Che sfoian i foi di to canzun
Per purtai luntan…luntan
Che cancellan via i tempurall
O che in drè a cumpagniall
Dì de de tramunti, d’alba, de Sul
Di che finessen un zicc pù se in la
D’erba ranza, de fieno de spus
Di che se specian nel surris d’un lagh
Da scapà via pusè luntan che de podet
Che se culuren de ross e ciamen la noch
Di a cercà un zicch d’umbria
A rampegass surà d’un ramm
Di pasà a cuntà i stell
E lancià in aria un desider
Sono Giorni di pioggia, bagnati dal tempo
Che parlano al tuo cuore e alle tue ossa
Sono giorni nascosti sotto agli ombrelli
Che cadono giu’ da una nuvola nera
Che ti guarda ma non è mai la stessa
Che si confonde con la notte
Giorni scappati via come un pesce
Quando cerchi di strappargli via la lenza
Giorni che si bagnano i piedi e gli occhi
E che ti scivolano via addosso
Sono giorni di neve, camicia bianca
Che toccano terra e poi svaniscono
Giorni che ricalcano il mondo, senza fiatare
Giorni fatti di ghiaccio, appesi al tetto
Che strappano via anche i baffi
Che pesano sui rami, e poi cadono a terra
Giorni calpestati, in un sentiero
Che dopo un attimo non si ritrovano piu’
Giorni che brillano sotto il sole
E che nessuno è capace di nascondere
Sono giorni di vento, che tremolano le stelle
Che spengono le candele delle tue preghiere
Giorni che tagliano le mani,
che bruciano gli occhi
Giorni che tossiscono di fumo e di freddo
Che strappano le lenzuola distese
che cammina sull'acqua senza bagnarsi
Che sfogliano i fogli delle tue canzoni
Per portarli, lontano lontano
Che cancellano via temporali
O che li stanno accompagnando
Giorni di tramonti, d’alba e di sole
Che finiscono un attimo piu’ in la
D’erba appena tagliata, di fieno, di sposo
Giorni che si specchiano nel sorriso di un lago
Da scappare via, il piu’ lontano possibile
Che si colorano di rosso e chiamano la notte
Giorni passati a cercare un po’ d’ombra
Ad arrampicarsi sopra un ramo
Giorni passati a contare le stelle
E a lanciare in aria un desiderio