Maltra B-Folk

I Maltrainsema

--> Aggiornata la sezione foto dei maltra B-Folk!!!!!!! <--

Clicca qui per vedere le foto dei Maltra B-Folk
Clicca qui per vedere le foto degli Spettecoli dei Maltrainsema

Diventa anche tu un B-Folk(o)
Iscriviti alla nostra newsletter
Iscriviti Cancellati
Google
 
postato da Maltra alle ore 15:26
mercoledì, 24 gennaio 2007

Questa canzone nasce in un pomeriggio invernale di qualche tempo fa, quando, camminando per corso Matteotti a Varese (come si suol dire dalle nostre parti facendo una delle tante vasche), la mia attenzione viene rapita dal suono di una fisarmonica…
Visto il mio interesse per la cosa..mi dirigo verso questo suono, una melodia triste, che parla di paesi lontani…
Con in braccio il suo strumento, un uomo, i cui lineamenti mi rimandano ad origini slave.
Cappotto nero (che richiama il colore del cielo), con il colletto rialzato, dita tagliate dal freddo, e un espressione triste, quasi a far da cornice al gelo di quella giornata.
Al suo cospetto il suo più fidato spettatore…un meticcio con gli occhi dolci e con il pelo tutto arruffato…che poggiando la sua testa tra le sue zampe, ascolta assorto il suo padrone.. quasi un piccolo focolare.. che sa di casa!
 
Forse anche il cielo si accorge di quelle note, e lascia cadere piccoli fiocchi di neve, che appena toccano il suo cappotto, si sciolgono.
 
Rimango un po’ ad osservarlo…
Lui fa lo stesso, stupito forse che qualcuno con quel tempo abbia voglia di stare a sentire quella sua voce così lontana…
 
E’ tanta la gente che passa..indaffarata a fare compere per il natale…eppure..lui è li..leggermente spostato dal centro del corso..e decine e decine di persone lo circondano..come nuvole nere, prima di un temporale, circondano il sole sino a farlo scomparire…
 
Un cappello, posto al fianco del suo cane, raccoglie qualche goccia di "pioggia" portata da quelle nuvole nere, e una frase in una lingua lontana esce dalle sue labbra secche dal vento, come ringraziamento.
 
Nasce così..”In Genocch” detta anche “Cunt ul capell – pusè voi che pien”.
Una storia che tanti tantissimi di noi hanno vissuto…e forse come nuvole nere abbiamo cercato di coprire..
Selezionare la canzone "Cunt ul Capell - pusè voi che pien"  dal Player Radio.Blog 2.5 in alto a destra per ascoltarla
 
Cunt ul capell (pusè voi che pien)
Testo e Musica: Marco Rampinini
Arrangiamenti: Maltra B-Folk
In genocc tamme il Signur
vestì dumà de vento e de frecc
Ninna nanna smagià dal temp
che la rimbomba in di venn
Fisarmonica stringiù in di man
che la se sgonfia insema al so cor
Denti d’avorio bianc e negher
che surriden a nessun.
 
Duma un cartel,
puggià de fianch al so can
in un italian che le mia italian,
scriù cunt i occ e i mann svunci de fumm
de rabbia e de grass
e la so faccia l’è piena de tai
fai dai ann che paren semper i stess
dita strache che ballen cul frecc
e un cappel pusé voi che pien.
 
L’è tammé una statua,
che nissun vol vidé
ma che sa po’ no nascund al cor
Ve do la mea anima
in cambio d’una muneda
e una benedisium …
che capiss nessun.
 
Ghé scià un fiurell ch’el sembra un angel
de vetro chel se ferma li innanz
stringiù in di man ghà na corda de spago
e nell’altra un pupazz
Gha da un surris, ma fai cunt i occ,
che l’è durà pu se temp d’un ann
Ma la so mamma lo strattona de fianch,
e ghe dis de la sa stà.
 
Quell’omm che l’è dre a sunà,
l’è diventà un omm de sabia
e le dre a specià il so vent,
tammè i scurì, il so tramm
Al seràsu tutt quel chel ga giù,
el varda ul fiò che le dré alluntanass,
Il so cappel l’è voi ammo,
ma gha un surris in di mann.
 
L’è tammé una statua,
che nessun vol vidé
ma che sa po’ no
nascund al cor
Ve do la mea anima
in cambio d’una muneda
e una benedisium …
che capiss nessun.
 
 
Traduzione
Con il cappello (più vuoto che pieno)
In ginocchio, come il Signore
Vestito solo di vento e di freddo
Ninna nanna macchiata dal tempo
Che rimbomba nelle vene
Fisarmonica stretta tra le mani
Che si gonfia insieme al suo cuore
Denti d’avorio bianchi e neri
Che sorridono a nessuno
 
 
Solo un cartello,
appoggiato di fianco al suo cane
In un italiano che non è italiano
Scritto con gli occhi e le mani sporchi di fumo, di rabbia, e di grasso
E la sua faccia è piena di tagli
Fatti dagli anni che sembrano sempre gli stessi
Dita stanche, che danzano con il freddo
E un cappello piu’ vuoto che pieno
 
 
E’ come una statua,
che nessuno vuole vedere
Ma che non si può nascondere al proprio cuore
“Vi do la mia anima,
in cambio di una moneta”
e una benedizione,
che nessuno capisce.
 
 
C’è un bambino, che sembra un angelo di vetro
Che si ferma li davanti
Stretta tra le mani ha una corda di spago
E nell’altra un pupazzo
Gli fa un sorriso, ma fatto con gli occhi
Che è sembrato durare piu’ di un anno
Ma la sua mamma lo tira da una parte gli dice di lasciar perdere
 
Quell’uomo che sta suonando
E’ divenuto un uomo di sabbia
E sta aspettando il suo vento
Come le persone ricche aspettano il loro tram
Chiude tutto quello che ha per terra
E intanto guarda il ragazzino che si allontana
Il suo cappello è ancora vuoto
Ma ora ha un sorriso tra le mani
 
E’ come una statua,
che nessuno vuole vedere
Ma che non si può nascondere al proprio cuore
“Vi do la mia anima,
in cambio di una moneta”
e una benedizione,
che nessuno capisce.
Permalink ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria : musica, folk, rock, il dialetto, cunt ul capell - canzone, 000 canzoni bfolke 000