Bene, dove eravamo rimasti?
Ah si..il giovane gruppo di menestrelli viaggia per le pianure, raccontando nuove storie, nuove musiche…nuovi incontri…
Il tempo accompagnava i nostri prodi “cavalieri erranti” per le pianure sterminate del Folk...
Nuovi racconti affioravano su pergamene, e nuovi incontri si preparavano per i nostri prodi suonatori all’orizzonte.
Un giorno, mentre attraversavano la fitta foresta di Castronnum, piana natia di Marco, ecco che tra rumori di boscaglia e raggi di sole che trafiggevano la vegetazione intravedono una caverna….
Lugubre aspetto, e atmosfera nefasta attraversò i corpi dei Maltra B-Folk, finchè un piccolo elfo, dalla barba rude, e dagli occhiali buffi attirò l’attenzione del giovane gruppo.
Era il custode senza tempo della caverna, conosciuto nel bosco con il nome di Agnello, utlizzata dagli antichi padroni della foresta, per nascondersi dalla ferocia dei briganti che in tempi passati abitavano Castronnum garantendosi un sicuro riparo.
Ora quella caverna, con fauci di calcare all’ingresso, era divenuta una “dispensa” dei magici abitanti dell’isola, e avendo il piccolo elfo riconosciuto i membri del gruppo (grazie al vento che aveva portato nel cuore della foresta le loro musiche) propose ai giovani musicanti di far divenire quella caverna la loro casa.
I Maltra B-folk, deciserò così, dopo essersi armati di coraggio e di torce, di entrare nell’amena grotta…e appena varcata la soglia, come un senso di stupore pervase i menestrelli del Folk.
Nessuno di loro proferì parola, ma i loro sguardi si parlarono,
e senza sapere il motivo capirono che quel luogo era magico, e che li avrebbero costruito la loro casa.
Olio di gomito non mancava nelle loro braccia, e la voglia di avere un posto loro, unico, divenne per alcuni mesi la loro priorità.
E così, dopo aver chiesto consiglio e aiuto al famoso Artigiano Scalco, abitante del feudo vicino, ecco che quella che all’inizio era luogo di incubi e terrore, divenne il centro dell’attività musicale dei Maltra.
Il gruppo cresceva..e le esperienze aumentavano…
Ma non sempre rose e fiori gremivano il cammino dei Maltra.
E così un giorno, Tommy, comunicò al resto del gruppo, che sarebbe partito, per un posto lontano, dove un lavoro, e una gentil donzella lo attendevano.
Il cuore del gruppo si riempì di tristezza, ma allo stesso tempo si rese felice nel vedere il sorriso sul volto di Tommy, che conserverà sempre il percorso e le chiavi per giungere alla Maltra-Caverna, da Amico e da Musicista.
Ed ecco che il gruppo si trovò a cercare un nuovo elemento.
Subito su regal pergamena venne scritto il messaggio, e grazie all’ausilio di elfi e fate centinaia di pergamene vennero affisse sugli alberi della Foresta.
E in breve tempo un nuovo personaggio busso alla porta della Maltra-Caverna.
Veniva dal Feudo di Caidate, dove già altri componenti del gruppo abitavano.
Preceduto dalla sua stessa umiltà, eccolo seduto al pianoforte, e in men che non si dica…le sue note melodiose, attirarono tutti gli abitanti fatati della foresta.
Mai si era udito suono più celeste, in tutto il feudo.
La musica era la sua Anima, ma Paolo (questo il nome del Maestro Pianista) altro impiego aveva.
Lavorava infatti, come capo-mastro, in una bottega che produceva oggetti ludici, rivolti ai giovani figli della nobiltà dell’epoca.
E così, ecco che un nuovo tassello andò a incastrarsi perfettamente nell’arazzo dei Maltra B-Folk.
La felicà del gruppo si vestì di nuova aria, e nessuno di loro poteva immaginare che ben presto il destino avrebbe donato loro un altro regalo.
Infatti da li a poco tempo, ecco un altro personaggio solcare la soglia della Maltra Caverna.
In sella al suo amato destriero, con sulle spalle un Basso, sua freccia e suo arco, ecco giungere dal famoso e rinomato feudo di Como Ser Filippo.
Famoso navigante delle acque oscure del lago di Como, Filippo, sentì il richiamo dei Maltra a mille e ancor mille passi di distanza.
(….continua…)
Lo stregone dei Numeri Rampo